Uroginecologia





L'incontinenza urinaria, cioè l'incapacità di riuscire a trattenere la minzione con la spiacevole perdita involontaria di urina, è un problema molto più frequente ed invalidante di quello che può sembrare. Può in genere comparire o sotto sforzo (colpi di tosse, starnuti, contrazioni addominali) o durante le normali attività quotidiane creando non pochi momenti di imbarazzo o fastidio.
C'è da parte dei pazienti una reticenza ad affrontare questo spiacevole argomento con il medico. La Clinica Villa delle Querce viene incontro a queste persone organizzando un ambulatorio di uroginecologia per la diagnosi ed il trattamento di queste patologie.
Infatti, molti miglioramenti sono stati fatti in questi anni con prove urodinamiche e presidi chirurgici con risultati brillanti.

 Apparecchio per prove urodinamiche  Aghi per TVT o TOT  Banderella usata per l'intervento

La diagnosi viene fatta attraverso degli esami computerizzati (prove urodinamiche) che evidenziano il tipo di incontinenza ed orientano al miglior tipo di intervento chirurgico possibile. Le prove non sono dolorose e richiedono circa 20-30 minuti.



Varie sono le tecniche chirurgiche per questi problemi in base alle condizioni anatomiche, ai risultati delle prove urodinamiche e ad altri aspetti valutati al momento della visita. Le più frequenti sono:    

TVT (Tension-free Vaginal Tape Procedure), una tecnica chirurgica per il trattamento dell'incontinenza urinaria.
La tecnica di sling prevede l'apposizione di una bendarella di materiale naturale o sintetico al di sotto dell'uretra prossimale, per creare una resistenza uretrale sufficiente a prevenire l'incontinenza durante gli aumenti di pressione addominale. È indicata per incontinenza urinaria da sforzo di I, II e II tipo associata o meno a cistocele di grado lieve-moderato.
L'intervento, salvo controindicazioni, viene eseguito in anestesia locale regionale, attraverso un accesso vaginale, e richiede dai 20 ai 30 minuti per l'esecuzione. Al termine dell'intervento viene generalmente posizionato un catetere vescicale che viene definitivamente rimosso il giorno successivo, alla ripresa della minzione spontanea.
Essa prevede qualche giorno di convalescenza per il ritorno alle consuete attività quotidiane e circa due settimane per il recupero fisico completo.

 Alla dimissione permane una piccola ferita a carico della parete vaginale anteriore suturata con punti riassorbibili, che scompaiono dopo 2-3 settimane, e due incisioni, di 1 cm circa, a livello sovrapubico suturate con punti che verranno rimossi dopo 5 giorni.
La paziente si deve astenere da sforzi fisici per almeno un mese. L'attività sessuale può essere ripresa dopo 8 settimane.

TOT
Sostanzialmente questa tecnica chirurgica si differenzia dalla precedente per la sola via d'accesso utilizzata per il posizionamento della bendarella: il forame otturatorio.
Le complicanze post-operatorie sono rappresentate dalla difficoltà alla minzione (10% delle pazienti) e dall'insorgenza di urge incontinence de novo (7%). La percentuale di successo è attorno al 90% a 5 anni. Nel caso di incontinenza di III tipo (da deficit sfinterico) si assesta intorno all'86%.

 TVT  TOT